Quadrista.

Wallbox: quanti kW, quale cavo, quale differenziale

La wallbox non è un elettrodomestico: assorbe la corrente massima per ore di fila. È il carico che mette più in crisi un impianto domestico progettato negli anni Novanta.

La ricarica di un'auto elettrica è un carico anomalo per un impianto domestico: assorbe la corrente nominale al 100% per diverse ore consecutive, spesso di notte, senza sorveglianza. Per questo la CEI 64-8 le ha dedicato una sezione intera, la 722.

Quanti kW può assorbire una wallbox

PotenzaCorrenteAlimentazioneAutonomia recuperata all'ora (indicativa)
1,4 kW6 AMonofase 230 Vcirca 7 km
2,3 kW10 AMonofase 230 Vcirca 12 km
3,7 kW16 AMonofase 230 Vcirca 20 km
7,4 kW32 AMonofase 230 Vcirca 40 km
11 kW16 ATrifase 400 Vcirca 60 km
22 kW32 ATrifase 400 Vcirca 120 km
Autonomia stimata con un consumo di 18-20 kWh/100 km. La potenza effettiva è comunque limitata dal caricabatterie di bordo del veicolo, che in molti modelli è monofase da 7,4 kW anche su wallbox trifase.

Il primo vincolo: il contatore

Una fornitura domestica da 3 kW eroga circa 13 A. Una wallbox da 7,4 kW ne chiede 32. È chiaro che qualcosa deve cedere. Le strade sono tre:

  1. Limitare la wallbox. Tutte le wallbox serie hanno la corrente massima configurabile. Si imposta il valore compatibile con la fornitura residua.
  2. Aumentare la potenza contrattuale. Il passaggio a 6 kW è oggi la scelta più comune per chi ricarica a casa.
  3. Installare un sistema di gestione dei carichi (load balancing dinamico): un misuratore al contatore comunica alla wallbox quanta potenza è ancora disponibile, e la wallbox modula la corrente in tempo reale fra 6 A e il massimo. È la soluzione tecnicamente più elegante e quella che evita i distacchi del limitatore.

Nota sui tempi. A 3,7 kW una batteria da 60 kWh si ricarica da 20% a 80% in circa 10 ore: perfettamente compatibile con una sosta notturna. La corsa ai 22 kW in ambito domestico è spesso ingiustificata, e richiede una fornitura trifase che molte abitazioni non hanno.

Cosa prescrive la Sezione 722

I punti che riguardano direttamente il quadro:

Perché serve la protezione contro la componente continua. Il caricabatterie di bordo del veicolo è un convertitore elettronico. Un suo guasto può iniettare in rete una corrente continua che satura il nucleo del toroide di un differenziale di tipo A o AC, rendendolo cieco anche verso le correnti alternate. Da quel momento il differenziale c'è, sembra funzionante, e non protegge più nulla.

Come scegliere fra tipo B e tipo A + RDC-DD

SoluzioneQuandoNote
Wallbox con RDC-DD integrato + differenziale tipo A 30 mA nel quadroLa soluzione più diffusa e più economicaVerificare sul manuale che la funzione sia dichiarata secondo IEC 62955
Differenziale di tipo B 30 mA nel quadroWallbox senza RDC-DD, o installazioni multipleCosto sensibilmente più alto, occupa più moduli

Prima di ordinare il materiale, la cosa da fare è leggere il manuale della wallbox: dichiara sempre quale protezione richiede a monte. Installare un tipo B a monte di una wallbox che ha già l'RDC-DD non è un errore, ma è denaro speso senza beneficio.

Dimensionare la linea, passo per passo

Esempio: wallbox monofase 7,4 kW, 25 metri dal quadro, posa in tubo interrato in cavidotto.

  1. Corrente: Ib = 32 A (valore di targa, cosφ ≈ 1).
  2. Fattore di servizio: la 722 richiede di considerare il carico continuativo; non si applicano coefficienti di contemporaneità riduttivi. In pratica si dimensiona per il 100% della corrente.
  3. Interruttore: C32.
  4. Cavo: FG16OR16 3G6. Portata in posa interrata in tubo (metodo D) circa 41 A per il 6 mm² a 2 conduttori caricati con terreno a resistività standard: In 32 ≤ Iz, verificato. Con più cavidotti affiancati o terreno sfavorevole va applicato il declassamento.
  5. Caduta di tensione: ΔU = 2 × 0,0225 × 25 × 32 / 6 = 6,0 V → 2,6%. Verificato, ma restano poco più di un punto percentuale per il resto dell'impianto a monte: da controllare.
  6. Differenziale: 30 mA tipo A, se la wallbox integra l'RDC-DD; altrimenti tipo B.
  7. Sezionamento: l'interruttore magnetotermico differenziale dedicato assolve anche a questa funzione.

Il caso trifase

Con una wallbox da 11 kW trifase la corrente scende a 16 A per fase, con vantaggi importanti: sezione più piccola (2,5 o 4 mm² a seconda della posa e della lunghezza), caduta di tensione più bassa, carico equilibrato sulle tre fasi. È la configurazione da preferire quando la fornitura è già trifase.

Errori da evitare

La documentazione

L'installazione di una wallbox è a tutti gli effetti una modifica dell'impianto elettrico: richiede dichiarazione di conformità per la parte realizzata, con schema aggiornato del quadro e indicazione delle protezioni installate. Se la potenza impegnata complessiva supera i 6 kW rientra fra i casi in cui il progetto va redatto da un professionista abilitato.

Domande frequenti

Con un contatore da 3 kW posso installare una wallbox?

Sì, ma dovrai limitarla. Una wallbox regolabile può essere impostata a 6 A (circa 1,4 kW) o poco più, e con un sistema di gestione dei carichi ridurrà ulteriormente la potenza quando in casa si accende altro. Per ricariche in tempi ragionevoli conviene passare a 4,5 o 6 kW, o valutare la tariffa dedicata alla ricarica.

Serve il differenziale di tipo B?

Serve una protezione contro le correnti continue di guasto: o un differenziale di tipo B, oppure un differenziale di tipo A abbinato a un dispositivo che interrompa l'alimentazione se la corrente continua di guasto supera 6 mA (RDC-DD). Molte wallbox integrano già l'RDC-DD: in quel caso a monte è sufficiente un tipo A da 30 mA.

Che cavo serve per una wallbox da 7,4 kW?

A 32 A monofase, con posa in tubo e distanze contenute, la sezione è tipicamente 6 mm². Con tratte lunghe la caduta di tensione diventa il vincolo e si sale a 10 mm². Va sempre verificato il metodo di posa reale e l'eventuale raggruppamento con altri circuiti.

La wallbox può stare sotto lo stesso differenziale della casa?

No. La Sezione 722 richiede la protezione di ciascun punto di connessione con un dispositivo differenziale dedicato con I∆n ≤ 30 mA. Una linea dedicata dal quadro, con propria protezione, è anche la scelta più sensata dal punto di vista pratico.

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