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Glossario elettrotecnico per la progettazione dei quadri elettrici

Definizioni di riferimento dei termini usati nella progettazione di quadri elettrici in bassa tensione secondo la CEI 64-8. Ogni termine è accompagnato dalla formula o dalla nota normativa utile in fase progettuale. Approfondimenti nelle guide dettagliate.

CorrentiProtezioniDifferenzialiCavi e cadutaSistemi & involucriNorme

Correnti caratteristiche

IbCorrente d'impiego
La corrente assorbita dal carico in servizio normale. Monofase: Ib = P / (V·cosφ). Trifase: Ib = P / (√3·V·cosφ). È il punto di partenza per il dimensionamento della linea.
InCorrente nominale del dispositivo di protezione
Il taglio dell'interruttore o del fusibile. Va scelta tale che Ib ≤ In ≤ Iz, secondo l'art. 433 della CEI 64-8.
IzPortata del cavo
La massima corrente che il cavo può trasportare in regime permanente senza superare la temperatura di esercizio dell'isolante (70 °C per PVC, 90 °C per EPR/XLPE). Si ricava dalle tabelle CEI-UNEL 35024/1 e va corretta con i fattori K1 (temperatura ambiente) e K2 (raggruppamento).
IccCorrente di cortocircuito presunta
La corrente che circola nell'impianto in caso di guasto franco. Va calcolata all'origine di ogni quadro. In Italia si usa Icc; le norme IEC usano Ik o Isc. Serve per il coordinamento del potere d'interruzione.
IfCorrente convenzionale di funzionamento
La corrente che sicuramente fa intervenire il dispositivo entro un tempo convenzionale (1 ora). Deve valere If ≤ 1,45·Iz. Per interruttori magnetotermici con In ≥ 16 A la condizione è automaticamente soddisfatta.

Poteri d'interruzione e curve

PdiPotere d'interruzione
La massima corrente di cortocircuito che l'apparecchio può interrompere in sicurezza. Deve valere Pdi ≥ Icc nel punto di installazione. Per i modulari si parla di Icn, per gli scatolati di Icu e Ics.
IcuPotere di interruzione estremo
Norma IEC 60947-2 (scatolati). Dopo un'apertura al valore Icu l'apparecchio può richiedere manutenzione o sostituzione.
IcsPotere di interruzione di servizio
L'Icc che l'interruttore può interrompere restando pienamente funzionante. Nei modulari coincide con Icu; negli scatolati è tipicamente il 50–100% di Icu.
IcnPotere di interruzione nominale (modulari)
Norma IEC 60898-1. Valori commerciali: 3, 4,5, 6, 10, 15, 25 kA. Un modulare 6 kA basta per quasi tutte le utenze domestiche.
Curva BIntervento magnetico 3–5 In
Adatta a carichi resistivi e a linee lunghe (illuminazione, cavi lunghi con Icc bassa dove serve intervenire in fretta al cortocircuito).
Curva CIntervento magnetico 5–10 In
Uso generale: prese, luci, elettrodomestici. È la curva più diffusa.
Curva DIntervento magnetico 10–20 In
Adatta a carichi con forti correnti di spunto (motori, trasformatori, condensatori).
Curva K / ZCurve speciali
K (8–14 In) per protezione motori con avviamento gravoso. Z (2–3 In) per protezione di elettronica sensibile e circuiti a bassa Icc.

Differenziali

IdnCorrente differenziale nominale
La sensibilità del differenziale: 30 mA per la protezione delle persone; 300 mA o 500 mA per la protezione degli impianti e per la selettività differenziale.
Tipo ACSolo correnti alternate
Rileva solo correnti di guasto alternate sinusoidali. In Italia è stato vietato dalla CEI 64-8 dal 2011 per gli impianti domestici; oggi si trova solo in impianti esistenti da adeguare.
Tipo AAlternate + pulsanti unidirezionali
Standard per uso residenziale e commerciale generico (lavatrici, lavastoviglie, elettronica domestica).
Tipo BAnche correnti continue lisce
Obbligatorio per la ricarica dei veicoli elettrici (wallbox modo 3), per gli inverter fotovoltaici senza trasformatore di isolamento, per gli azionamenti industriali.
Tipo FAlte frequenze
Variante del tipo A ottimizzata per carichi con azionamenti a frequenza variabile (macchine da cucire, aspirapolvere elettronici, alcune pompe di calore).
SSelettivo
Suffisso che indica un differenziale ritardato (τ ≈ 40 ms), da usare a monte in serie a differenziali istantanei per garantire la selettività.

Cavi, caduta di tensione, filiazione, selettività

∆UCaduta di tensione
Perdita di tensione lungo una linea. La CEI 64-8 raccomanda ∆U ≤ 4% per illuminazione, ≤ 5% per gli altri usi. Monofase: ∆U = 2·L·Ib·(R·cosφ + X·sinφ). Trifase: ∆U = √3·L·Ib·(R·cosφ + X·sinφ).
I²tEnergia specifica passante
Va limitata dal dispositivo di protezione al di sotto dell'energia sopportabile dal cavo K²·S² (art. 434.5.2 CEI 64-8). Costante K: 115 per PVC/rame, 143 per EPR/rame, 76 per PVC/alluminio, 94 per EPR/alluminio.
K1 / K2Fattori di correzione della portata
K1 corregge Iz per temperatura ambiente diversa da 30 °C (o 20 °C interrato). K2 corregge per numero di circuiti raggruppati posati insieme. Tabelle nella CEI-UNEL 35024/1.
Vcc%Tensione di cortocircuito di un trasformatore
Percentuale della tensione nominale necessaria a far circolare la corrente nominale in cortocircuito. Trasformatori di distribuzione MT/BT: 4–6%. Serve a calcolare l'Icc all'origine con Icc = Sn·100 / (√3·V·Vcc%).
Filiazione (back-up)
Tecnica ammessa dalla CEI 64-8 (art. 434.5.1) che permette di installare a valle un interruttore con Pdi inferiore all'Icc, se a monte c'è un dispositivo che ne limita l'energia passante. Va verificata sulle tabelle del costruttore.
Selettività
Coordinamento tra dispositivi in serie affinché apra solo quello più vicino al guasto. Si distingue in amperometrica (rapporto ≥ 1,6 tra le In), cronometrica (sganciatore ritardato a monte), energetica (verificata sulle tabelle del costruttore), differenziale (differenziale S selettivo a monte).

Sistemi di distribuzione e involucri

Sistema TT
Il più comune in Italia per le utenze private: neutro del trasformatore a terra, masse utente a terra propria. Richiede la protezione differenziale.
Sistema TN-S
Neutro N e conduttore di protezione PE separati per tutta la lunghezza dell'impianto. Tipico degli impianti industriali con cabina propria.
Sistema TN-C-S
N e PE uniti (PEN) fino a un certo punto, poi separati. Comune nei grandi impianti industriali.
Modulo
Unità di larghezza dei dispositivi su guida DIN (17,5 mm). MT 1P = 1 modulo; MTD 2P = 2; MTD 4P = 4. File tipiche: 12, 18 o 24 moduli.
Grado IP (IEC 60529)
Protezione dell'involucro. Prima cifra = solidi (0–6); seconda cifra = liquidi (0–8). IP20 interno (protezione dalle dita); IP40 interno (fili); IP55 esterno protetto (polveri e getti d'acqua); IP65 esterno esposto (a tenuta di polveri e getti forti); IP67 immersione temporanea.

Norme di riferimento

CEI 64-8
Norma italiana per gli impianti utilizzatori a bassa tensione (fino a 1000 V AC e 1500 V DC). Recepisce la serie IEC 60364.
CEI-UNEL 35024/1
Tabelle delle portate dei cavi in regime permanente.
CEI EN 60909
Calcolo delle correnti di cortocircuito nei sistemi trifase in corrente alternata.
CEI EN 61439-1/2/3
Quadri di bassa tensione: parte 1 (regole generali), parte 2 (quadri di potenza PSC), parte 3 (quadri di distribuzione per operatori non addestrati DBO).
CEI EN 60617
Segni grafici per schemi.
CEI EN 61346-2
Sistema di designazione degli oggetti (le sigle Q, K, F, M, W, X…).
DM 37/08
Decreto ministeriale che regola l'attività di installazione degli impianti negli edifici e quando serve il progetto firmato.
CEI 0-21
Regola tecnica di connessione degli utenti alle reti BT di distribuzione (interfaccia impianto fotovoltaico ↔ rete pubblica).

Manca un termine? Le guide su dimensionamento cavi, calcolo Icc e progettazione di un quadro spiegano il contesto in cui questi termini si usano.