Schema unifilare di un quadro elettrico: cos'è e come si fa
Lo schema unifilare è la rappresentazione grafica sintetica di un quadro elettrico: mostra su una sola linea (da qui il nome) l'intero percorso della corrente, dal punto di consegna dell'energia fino all'utilizzatore finale, indicando i dispositivi di protezione, i cavi e i carichi. È il documento tecnico obbligatorio per legge in qualunque progetto di impianto elettrico e va allegato alla dichiarazione di conformità DM 37/08. Quadrista lo genera automaticamente.
1. A cosa serve lo schema unifilare
- Progettuale — permette al progettista di verificare protezioni, selettività, cadute di tensione.
- Documentale — è parte integrante della documentazione da consegnare al committente e da allegare alla DiCo.
- Manutentivo — l'elettricista che interviene anni dopo capisce l'impianto in pochi minuti.
- Normativo — è richiesto dalla CEI 64-8 come parte del progetto degli impianti.
2. Struttura tipica di uno schema unifilare
Lo schema si sviluppa dall'alto verso il basso, seguendo la gerarchia dell'impianto:
- Arrivo — la linea proveniente dal contatore o dal trasformatore MT/BT, con indicazione di tensione (230 o 400 V) e potenza contrattuale.
- Generale di quadro — l'interruttore automatico che protegge tutto il quadro, dimensionato sulla fornitura.
- Sbarre di distribuzione — fase, neutro e PE che alimentano le partenze.
- Partenze — ogni singola linea con il suo dispositivo (MT, MTD, ID puro, fusibile), il cavo (tipo e sezione) e il carico servito.
- Sotto-quadri (opzionali) — collegati come partenza «alimenta quadro» al quadro secondario.
3. Simboli grafici normalizzati (CEI EN 60617)
Ogni componente ha un simbolo grafico standardizzato dalla norma CEI EN 60617 (ex IEC 60617). I più comuni:
| Componente | Simbolo | Sigla tipica |
|---|---|---|
| Interruttore automatico magnetotermico (MT) | quadrato con «x» e curva B/C/D | Q, MT |
| Magnetotermico differenziale (MTD) | MT + rettangolo con «Δ» e sensibilità | Q, MTD |
| Differenziale puro (ID) | rettangolo con «Δ», Idn, classe | ID |
| Interruttore di manovra sezionatore (IMS) | due linee inclinate | QS, IMS |
| Fusibile | rettangolo pieno | F, Fus |
| Contattore | due linee curve verticali | KM, K |
| Motore | cerchio con «M» | M |
| Trasformatore | due cerchi affiancati | TR, T |
| Contatto NO / NC | linee con contatto aperto/chiuso | NO, NC |
4. Sigle e numerazione delle partenze
Le sigle seguono le convenzioni della norma CEI EN 61346-2 (Sistema di designazione degli oggetti):
- Q — interruttore automatico (Q1, Q2, …); il generale è quasi sempre Q1.
- QS — interruttore-sezionatore.
- F — fusibile o sganciatore.
- K o KM — contattore o relè di comando (KM1 per il motore 1, KM2 per il motore 2…).
- M — motore.
- TR o T — trasformatore.
- W o WE — cavo elettrico.
- X — morsetto o morsettiera.
La numerazione è progressiva a partire da 1. Molti software (compreso Quadrista) rinumerano automaticamente le sigle in base alle coordinate del foglio, in modo che leggendo da sinistra a destra e dall'alto in basso i numeri crescano.
5. Cosa deve contenere ogni partenza
Per essere leggibile e completa, ogni partenza deve riportare:
- Sigla (Q2, Q3, …);
- Tipo di dispositivo (MT, MTD, ID, fusibile);
- Corrente nominale In (es. 16 A, 25 A);
- Curva di intervento (B, C, D, K, Z);
- Sensibilità differenziale Idn e classe (A, AC, B, F) per gli MTD e gli ID;
- Potere di interruzione Pdi (Icn o Icu);
- Tipo di cavo (FG16, FS17, H07V-K…), formazione (3G2.5, 5G6…), lunghezza;
- Destinazione (motore M1, presa cucina, illuminazione salotto, sottoquadro QE2…).
Errori tipici da evitare
- Confondere unifilare e multifilare. Il multifilare rappresenta tutti i conduttori (utile per il cablaggio); l'unifilare li rappresenta come una sola linea.
- Dimenticare la sezione del cavo. È obbligatoria: senza sezione, la verifica di Iz è impossibile.
- Non indicare il Pdi. Serve a certificare che
Pdi ≥ Icc: senza questa informazione, l'apparecchio potrebbe essere sottodimensionato. - Sigle non univoche. Ogni sigla deve identificare un solo apparecchio in tutto il progetto.
6. Schema unifilare vs. schema multifilare vs. schema a blocchi
- Schema unifilare — vista di progetto, sintetica, mostra solo una linea per fase.
- Schema multifilare — vista di cablaggio, mostra tutti i conduttori (fase L1/L2/L3, neutro, PE) usato dall'installatore per collegare fisicamente i morsetti.
- Schema a blocchi — vista di alto livello, mostra i quadri come blocchi collegati tra loro; utile per progetti con più quadri.
In un progetto completo servono tutti e tre. Quadrista li genera tutti a partire dagli stessi dati.
Genera lo schema unifilare online in 30 secondi
Aggiungi le partenze, imposta la potenza dei carichi, e Quadrista disegna lo schema unifilare gerarchico (con sbarre, sotto-quadri, sigle), lo schema multifilare, lo schema a blocchi e l'esportazione in PDF.
⚡ Apri QuadristaDomande frequenti
Lo schema unifilare è obbligatorio per legge?
Sì. Il DM 37/08 impone al progettista di redigere un progetto (per gli impianti sopra determinate soglie di potenza/complessità) e all'installatore di consegnare la dichiarazione di conformità con allegato lo schema. La CEI 64-8 (art. 132.11 e 514) richiede che ogni impianto sia corredato dalla documentazione necessaria all'esercizio e alla manutenzione, incluso lo schema.
Che formato usare per lo schema unifilare?
Per la consegna: PDF (universale, non modificabile). Per la manutenzione futura: file editabile del software usato (in Quadrista è il .qep). Il formato DWG/DXF non è più uno standard obbligatorio.
Come si numerano i sotto-quadri?
Convenzione più diffusa: QE1 è il quadro generale, QE2, QE3, … sono i sotto-quadri in ordine di allontanamento dall'origine. Molti quadri hanno anche una sigla parlante (QE-CUCINA, QE-GARAGE) accanto al codice.
Guide correlate
Riferimenti: CEI 64-8, CEI EN 60617 (Segni grafici per schemi), CEI EN 61346-2 (Sistema di designazione degli oggetti), DM 37/08.