Quadrista.

Livelli 1, 2 e 3: le dotazioni minime di un impianto domestico

Da anni la norma non dice più solo «come» si fa un impianto, ma anche «quanto» impianto serve. Ecco cosa prevedono i tre livelli e come si usano per scrivere un preventivo che regge.

La classificazione a livelli, introdotta con la Variante V3 e oggi integrata nel corpo della norma (la nona edizione della CEI 64-8 è stata pubblicata nel luglio 2024 ed è in vigore dal 1° novembre 2024), risponde a un problema molto concreto: due impianti possono essere entrambi «a norma» ed essere completamente diversi per quantità di punti e comodità d'uso. I livelli mettono un pavimento sotto questa variabilità.

I tre livelli in una riga

LivelloNomeContenuto
1BaseLa dotazione minima perché l'impianto sia conforme: numero minimo di circuiti, prese e punti luce
2StandardLivello 1 + più punti + servizi ausiliari (videocitofono, anti-intrusione, TV/dati)
3DomoticoLivello 2 + sistema domotico con supervisione di almeno alcune funzioni

Il numero minimo di circuiti

È il parametro più usato in fase di progetto del quadro, perché determina direttamente quante partenze servono. Dipende dalla superficie dell'unità immobiliare e dal livello scelto:

SuperficieLivello 1Livello 2Livello 3
fino a 50 m²2 circuiti3 circuiti3 circuiti + domotica
da 50 a 75 m²3 circuiti4 circuiti4 circuiti + domotica
da 75 a 125 m²4 circuiti5 circuiti5 circuiti + domotica
oltre 125 m²5 circuiti6 circuiti6 circuiti + domotica
Valori indicativi della classificazione a livelli. Per il progetto fare sempre riferimento alle tabelle complete della norma vigente, che dettagliano anche il numero di punti per singolo locale.

Come si contano i circuiti. Un circuito è una linea che parte dal quadro con la propria protezione. Le linee dedicate obbligatorie per legge o per buona pratica (lavatrice, lavastoviglie, forno, piano cottura, condizionamento) si sommano ai circuiti minimi, non li sostituiscono.

Le dotazioni per locale

La norma non si ferma ai circuiti: indica anche un numero minimo di prese e punti luce per ciascun ambiente, in funzione della superficie del locale o della sua destinazione. Lo schema di massima al livello 1:

LocalePunti lucePrese
SoggiornoAlmeno 1, comandato da più punti se il locale è grandeDa 3 a 7 secondo la superficie
Camera matrimoniale1 + punto comandato dai due lati del lettoAlmeno 3 (due ai lati del letto)
Camera singola1Almeno 2
Cucina1Almeno 5 più le linee dedicate
Bagno1 (2 se c'è specchio attrezzato)Almeno 2, fuori dalle zone di rispetto
Corridoio / disimpegno1, comandato da più puntiAlmeno 1
Ripostiglio11
Sintesi orientativa. Il conteggio esatto è per fasce di superficie: consultare le tabelle della norma.

Cosa aggiunge il livello 2

Cosa aggiunge il livello 3

Il livello 3 richiede un vero sistema domotico, cioè un sistema con dispositivi che comunicano fra loro e con un'unità di supervisione, capace di gestire almeno alcune fra queste funzioni:

Il bus più diffuso per queste applicazioni in ambito professionale è il KNX (standard aperto EN 50090 / ISO-IEC 14543), ma la norma non impone una tecnologia: contano le funzioni.

A cosa serve tutto questo, in pratica

I livelli sono uno strumento contrattuale prima ancora che tecnico. Permettono di:

  1. scrivere preventivi confrontabili: due offerte «a livello 2» sono comparabili, due offerte generiche no;
  2. proteggersi dalle contestazioni: se il committente ha firmato un livello 1 e poi si lamenta delle poche prese, il riferimento è scritto;
  3. vendere meglio: mostrare al cliente cosa cambia fra livello 1 e livello 2 in termini concreti è molto più efficace che discutere di prezzo al punto;
  4. dimensionare il quadro fin dall'inizio: dal livello e dalla superficie escono i circuiti, dai circuiti escono i moduli, dai moduli esce il centralino.

Attenzione a una cosa

I livelli riguardano la dotazione, non la sicurezza. Un impianto di livello 1 non è meno sicuro di uno di livello 3: le prescrizioni sulle protezioni, sulla terra, sulle sezioni e sui dispositivi valgono identiche per tutti e tre. La differenza è quanta impiantistica hai, non quanto sei protetto.

E per una ristrutturazione parziale?

La classificazione a livelli si applica agli impianti nuovi e alle ristrutturazioni complete dell'impianto elettrico. Per interventi parziali (rifacimento di una parte, aggiunta di circuiti) si applicano le prescrizioni generali e le regole del DM 37/08 sugli interventi di manutenzione straordinaria: il criterio guida è che la parte rifatta sia conforme e che l'intervento non peggiori la sicurezza dell'esistente.

Domande frequenti

Il livello 1 è obbligatorio?

Per un impianto nuovo o una ristrutturazione completa in una unità immobiliare residenziale, il livello 1 rappresenta la dotazione minima perché l'impianto sia considerato conforme alla norma. I livelli 2 e 3 sono scelte contrattuali fra installatore e committente.

Quanti circuiti servono in un appartamento di 100 mq?

Al livello 1, per una superficie compresa fra 75 e 125 m², la norma richiede almeno 4 circuiti separati. Al livello 2 diventano 5. La suddivisione tipica è: luci, prese zona giorno, prese zona notte, cucina e lavanderia, più eventualmente esterni.

Cosa cambia fra livello 2 e livello 3?

Il livello 3 aggiunge al livello 2 un sistema domotico che gestisca almeno alcune funzioni fra anti-intrusione, controllo carichi, gestione temperatura, gestione scenari luce e rilevazione gas o allagamento, con un supervisore.

I livelli valgono anche per gli uffici?

No. La classificazione a livelli riguarda le unità immobiliari a uso residenziale. Per gli altri ambienti si applicano le prescrizioni generali della norma e le sezioni relative agli ambienti particolari.

Smetti di farlo a mano

La suddivisione dei circuiti per livello — e tutte le altre verifiche CEI 64-8 — in automatico, con schema unifilare, computo metrico ed export PDF.

Prova Quadrista, è gratis →

Continua a leggere