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Differenziale tipo A, AC, B, F: quale scegliere e quando è obbligatorio

Il tipo di un differenziale indica quali forme d'onda della corrente di guasto è in grado di rilevare. Sbagliare tipo significa avere un differenziale che non protegge dal guasto reale. Ecco quali esistono, come si scelgono e cosa dice la CEI 64-8 in base al carico servito.

I quattro tipi in una tabella

TipoRilevaUso tipicoNorma
ACSolo correnti alternate sinusoidaliVietato per impianti nuovi in Italia dal 2011IEC 61008 / IEC 61009
AAlternate + pulsanti unidirezionaliStandard residenziale e commerciale genericoIEC 61008 / IEC 61009
FCome tipo A + correnti composite ad alta frequenzaElettrodomestici moderni con azionamenti a inverter (aspirapolvere, macchine da cucire, alcune pompe di calore)IEC 62423
BCome tipo A/F + correnti continue lisceWallbox modo 3, inverter fotovoltaico senza trasformatore, azionamenti industrialiIEC 62423

Perché il tipo AC è (praticamente) sparito

Il differenziale AC rileva solo guasti a corrente sinusoidale pura. Ma la stragrande maggioranza dei carichi moderni ha un'elettronica di potenza a monte (raddrizzatori, alimentatori switching, inverter): la corrente di guasto può contenere componenti pulsanti o DC che il tipo AC non vede. Nel peggior caso, il differenziale AC resta chiuso e non protegge nessuno.

Per questo la CEI 64-8 Variante V3 (2011) ha vietato l'installazione di differenziali tipo AC negli impianti nuovi. Se ne trovi ancora nei quadri esistenti, sostituiscili appena aggiungi un carico moderno.

Tipo A: lo standard di default

Il tipo A rileva le correnti alternate e le correnti pulsanti unidirezionali (semi-onda raddrizzata). Copre praticamente tutti i carichi domestici e commerciali generici: lampade LED, prese, elettrodomestici bianchi (lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie), luci di emergenza.

Quando basta il tipo A

Tipo F: ottimizzato per gli elettrodomestici moderni

Il tipo F è una variante «migliorata» del tipo A: mantiene la capacità di rilevare le pulsanti e aggiunge la tolleranza alle componenti ad alta frequenza tipiche dei carichi con azionamento a inverter monofase (macchine da cucire elettroniche, aspirapolvere «senza filo», alcune pompe di calore monofase). Costa poco più del tipo A ma sopporta meglio le interferenze e riduce gli scatti intempestivi.

Tipo B: obbligatorio per wallbox e alcuni fotovoltaici

Il tipo B è l'unico che rileva anche le correnti di guasto continue lisce. Sono generate da carichi con raddrizzatori trifase o convertitori di potenza (senza trasformatore di isolamento). In questi casi il tipo A o F sono ciechi al guasto DC — la protezione delle persone semplicemente non funziona.

Quando è obbligatorio il tipo B

Il tipo B costa 5–10 volte più del tipo A. Non usarlo dove non serve, ma non risparmiare dove è richiesto: un guasto DC non intercettato può essere letale.

Sensibilità Idn: 30 mA, 300 mA, 500 mA

IdnUsoNote
10 mAContesti speciali (culle, apparecchiature mediche)Poco usato in impiantistica generale
30 mAProtezione delle persone (contatti diretti/indiretti)Standard per tutti i circuiti terminali domestici e commerciali
100 mAProtezione contatti indiretti in ambienti industrialiNon protegge le persone dai contatti diretti
300 mAProtezione antincendio (CEI 64-8 art. 422)Obbligatorio in luoghi a maggior rischio di incendio; anche generale selettivo tipo S a monte
500 mA – 1 ACoordinamento e selettività in impianti industrialiCome generale di quadri primari

Selettività differenziale: il ruolo del tipo S

Se hai due differenziali in cascata (uno generale di quadro e uno per ogni gruppo), un guasto a valle rischia di far scattare entrambi, staccando l'intero quadro. Per evitarlo, il differenziale a monte deve essere ritardato (suffisso S = Selettivo, τ ≈ 40 ms) mentre quello a valle è istantaneo. Combinazione tipica:

La selettività si verifica tenendo conto che l'Idn del monte deve essere ≥ 3 volte quello del valle e che il tempo di intervento del monte è maggiore.

Guida rapida per carico

CaricoTipo consigliatoIdn
Illuminazione LED / prese genericheA30 mA
Lavatrice, lavastoviglie, fornoA30 mA
Cucina a induzioneA o F30 mA
Bagno (prese, boiler)A30 mA
Wallbox 3,7–22 kW modo 3B (o A se wallbox ha RDC-DD integrato)30 mA
Inverter fotovoltaico senza trasformatoreB (verifica scheda tecnica)30 mA
Pompa di calore monofase con inverterA o F30 mA
Pompa di calore trifase con inverterA o F (verifica costruttore; talvolta B)30 mA
Motori industriali con VFDB30 o 300 mA
Generale di quadro (con più partenze differenziate a valle)A/S (o B/S se qualche partenza è B)300 mA

Non sbagliare il tipo

Quadrista propone automaticamente il tipo di differenziale in base al carico che indichi (wallbox, PV, motore, prese, luci) e lo verifica contro la CEI 64-8. Segnala i casi in cui è richiesto il tipo B e lo abbina alla scheda tecnica dei costruttori.

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Riferimenti: CEI 64-8, CEI 64-8 Variante V3 (divieto tipo AC), IEC 61008-1, IEC 61009-1, IEC 62423 (tipo B e F), IEC 62955 (RDC-DD 6 mA per wallbox), EN 61851-1 (ricarica veicoli elettrici modo 3).