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Impianto di terra: come si realizza a regola d'arte

L'impianto di terra è la parte più economica di un impianto elettrico e quella che più spesso viene fatta male, perché una volta interrata nessuno la vede più.

L'impianto di terra ha un solo scopo: portare le masse allo stesso potenziale del terreno, così che se una massa va in tensione la corrente trovi una strada verso terra e la protezione intervenga, e che nel frattempo la tensione fra due parti toccabili contemporaneamente resti sotto i limiti pericolosi.

Le quattro parti dell'impianto

ParteSiglaChe cos'è
DispersoreIl corpo metallico a contatto con il terreno: picchetti, corda nuda, piastre, ferri di fondazione
Conduttore di terraCTCollega i dispersori al collettore; non è in contatto con il terreno (o lo è solo in parte)
Collettore di terraMTLa barra dove convergono conduttore di terra, PE ed equipotenziali; deve essere sezionabile per le misure
Conduttori di protezionePECollegano ciascuna massa al collettore
Equipotenziali principaliEQPCollegano al collettore le masse estranee entranti nell'edificio: tubi acqua, gas, riscaldamento, strutture metalliche
Equipotenziali supplementariEQSCollegamenti locali fra masse e masse estranee, tipicamente in bagno

I tipi di dispersore

Dispersore di fatto (ferri di fondazione)

Negli edifici nuovi è la scelta migliore. Si collegano fra loro i ferri d'armatura delle fondazioni con una corda o un piatto in acciaio zincato, portando almeno un punto di attestazione fuori dal getto in posizione accessibile. Vantaggi: resistenza molto bassa grazie alla superficie enorme, valore stabile nel tempo, nessuna manutenzione, nessun costo aggiuntivo se previsto in fase di getto.

Corda nuda interrata (dispersore ad anello)

Corda di rame nudo da 35 mm² (o 50 mm² in acciaio zincato) posata in trincea attorno al perimetro dell'edificio a una profondità di almeno 50–70 cm. Ottimo compromesso, molto usato nel residenziale.

Picchetti (puntazze)

Tubolari o a croce in acciaio zincato o ramato, lunghezza tipica 1,5 m infissi verticalmente. Se ne mettono più d'uno, distanziati almeno quanto la loro lunghezza, altrimenti le zone di influenza si sovrappongono e il secondo picchetto aggiunge molto meno di quanto ci si aspetta. Vanno alloggiati in pozzetti ispezionabili.

Piastre e dispersori orizzontali

Usati dove il terreno è poco profondo o roccioso. Meno efficienti a parità di materiale.

Attenzione ai materiali diversi. Rame e acciaio zincato interrati e collegati fra loro formano una coppia galvanica: lo zinco si consuma rapidamente. Se non si può evitare, si usano giunzioni con morsetti bimetallici, o si sceglie acciaio ramato che è compatibile con il rame.

Sezioni minime

Conduttore di terra

CondizioneSezione minima
Protetto meccanicamente e contro la corrosioneCome il PE
Non protetto meccanicamente ma protetto contro la corrosione16 mm² rame
Non protetto contro la corrosione (interrato nudo)25 mm² rame — 50 mm² acciaio zincato

Conduttore di protezione PE

Sezione della fase SSezione minima del PE
S ≤ 16 mm²S (uguale alla fase)
16 < S ≤ 35 mm²16 mm²
S > 35 mm²S / 2
In alternativa si può calcolare il PE con la formula adiabatica S = √(I²t)/K. Se il PE non fa parte dello stesso cavo delle fasi, la sezione minima è comunque 2,5 mm² se protetto meccanicamente e 4 mm² se non protetto.

Equipotenziali

Il bagno: il collegamento equipotenziale supplementare

Nei locali da bagno e doccia si collegano fra loro, con conduttore in rame da 2,5 o 4 mm²:

Cosa non collegare. Le tubazioni in materiale plastico non sono masse estranee: collegarle non ha senso. Ma se un tratto plastico interrompe una tubazione metallica, i due tratti metallici vanno collegati fra loro (o comunque riportati al nodo), altrimenti la continuità si perde proprio dove serve.

Errori ricorrenti

  1. Collettore non sezionabile. Senza la possibilità di aprire il collegamento, la misura della resistenza di terra non è eseguibile correttamente. Il collettore deve avere un punto smontabile con attrezzo.
  2. Pozzetto non ispezionabile. Un picchetto interrato senza pozzetto è un componente che non si può più né misurare né sostituire.
  3. Dispersori separati per impianti diversi nello stesso edificio (per esempio uno per l'impianto elettrico e uno per l'antenna o per il parafulmine): la norma richiede l'unicità dell'impianto di terra. Dispersori distinti creano differenze di potenziale pericolose.
  4. Conduttore di terra sotto sforzo meccanico, senza protezione dove esce dal terreno: è il punto in cui si rompe.
  5. PE interrotto da un morsetto o da un dispositivo di manovra. Il conduttore di protezione non si seziona mai, in nessun punto.

Documentazione e verifiche

Alla fine dei lavori l'impianto di terra va misurato e la misura riportata nella dichiarazione di conformità. Per le attività soggette, la denuncia dell'impianto di terra (modello di trasmissione all'INAIL, ex ISPESL) va presentata entro 30 giorni dalla messa in esercizio, e la verifica periodica va ripetuta ogni 2 o 5 anni a seconda del tipo di attività. Per le abitazioni private non c'è obbligo di denuncia, ma la misura in fase di verifica iniziale resta necessaria.

Domande frequenti

Che sezione deve avere il conduttore di terra?

Il conduttore di terra interrato e protetto contro la corrosione deve essere almeno 16 mm² in rame; se non protetto contro la corrosione, almeno 25 mm² in rame o 50 mm² in acciaio zincato. Se protetto meccanicamente e contro la corrosione può scendere alla sezione del PE.

Quanti picchetti servono?

Non esiste un numero: dipende dalla resistività del terreno e dal valore di resistenza da raggiungere. Un solo picchetto da 1,5 m in terreno argilloso può dare 30 Ω, mentre in terreno sabbioso o roccioso ne servono diversi, distanziati almeno quanto la loro lunghezza per non sovrapporre le zone di influenza.

Il ferro delle fondazioni può fare da dispersore?

Sì, ed è la soluzione migliore negli edifici nuovi: il dispersore di fatto (ferri d'armatura delle fondazioni, correttamente collegati e con almeno un punto di attestazione accessibile) offre valori di resistenza bassi e stabili nel tempo, sfruttando l'enorme superficie di contatto delle fondazioni.

Serve il nodo equipotenziale in bagno?

Serve il collegamento equipotenziale supplementare fra tutte le masse e le masse estranee del locale: tubazioni metalliche di acqua e gas, scarichi metallici, termoarredi, telaio della doccia. Il nodo (la scatoletta con la barretta) è il modo pratico di realizzarlo, ma quello che la norma richiede è il collegamento, non la scatoletta.

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