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Resistenza di terra: qual è il valore giusto?

«La terra deve stare sotto i 20 ohm» è una delle frasi più ripetute e meno vere del settore. Il numero giusto dipende dal differenziale che hai installato, e spesso è enormemente più alto.

Se c'è una domanda che ricorre in ogni cantiere è «quanti ohm deve fare la terra?». La risposta corretta è: dipende da cosa c'è a monte. E quasi sempre il limite reale è molto più permissivo di quanto si creda.

Il criterio vero: il coordinamento

Nei sistemi TT — cioè in quasi tutte le utenze italiane in bassa tensione — la CEI 64-8 non fissa un valore di resistenza, ma una relazione:

Ra × Ia  ≤  50 V Ra = resistenza del dispersore + conduttori di protezione (Ω) Ia = corrente che assicura l'intervento della protezione entro il tempo prescritto (A)

Il senso è fisico prima che normativo: se una massa va in tensione, la corrente di guasto Ig attraversa Ra e produce ai suoi capi una tensione U = Ra × Ig. Quella è la tensione che una persona può trovarsi addosso toccando la massa. Deve restare sotto 50 V in ambiente ordinario (25 V in ambienti particolari come cantieri, locali agricoli, alcuni ambienti medici).

Cosa significa in numeri

Protezione installataIaRa massima ammessa
Differenziale 10 mA0,01 A5000 Ω
Differenziale 30 mA0,03 A1667 Ω
Differenziale 100 mA0,1 A500 Ω
Differenziale 300 mA0,3 A167 Ω
Differenziale 500 mA0,5 A100 Ω
Differenziale 1 A1 A50 Ω
Differenziale 3 A3 A16,7 Ω

Da dove viene allora il famoso «20 ohm»? Da una prescrizione storica del DPR 547/1955, poi ripresa da varie fonti e ormai diventata una convinzione diffusa. Oggi resta un buon obiettivo di qualità: un dispersore da 20 Ω è coordinabile con differenziali fino a 2,5 A e non pone vincoli. Ma non è il criterio normativo, e pretenderlo in un capitolato senza motivazione tecnica può costare molto in terreni difficili.

Nei sistemi TN il criterio cambia del tutto

Nei TN il guasto non passa dal terreno ma dal conduttore di protezione, e la verifica riguarda l'impedenza dell'anello di guasto:

Zs × Ia ≤ Uo   (Uo = 230 V)

La resistenza del dispersore ha allora un ruolo secondario per la sicurezza dai contatti indiretti, e serve principalmente a garantire l'equipotenzialità e a scaricare gli SPD.

Da cosa dipende la resistenza di un dispersore

Da due sole cose: la resistività del terreno e la geometria del dispersore.

Tipo di terrenoResistività ρ indicativa
Terreno paludoso, torba5 – 30 Ω·m
Argilla, limo20 – 100 Ω·m
Terreno agricolo, humus50 – 150 Ω·m
Sabbia umida200 – 500 Ω·m
Ghiaia, sabbia asciutta500 – 2000 Ω·m
Roccia compatta2000 – 10000 Ω·m

Le formule di stima più usate:

Picchetto verticale di lunghezza L: R ≈ ρ / L Corda o piatto orizzontale interrato di lunghezza L: R ≈ 2ρ / L Anello interrato di diametro D: R ≈ 2ρ / (π × D)

Esempio. Terreno argilloso con ρ = 80 Ω·m. Un picchetto da 1,5 m dà 80 / 1,5 ≈ 53 Ω. Una corda interrata da 30 m dà 2 × 80 / 30 ≈ 5,3 Ω. Con lo stesso materiale speso, la geometria orizzontale estesa vince nettamente.

Come si misura

Metodo voltamperometrico a tre picchetti

È il metodo di riferimento. Si iniettano corrente fra il dispersore in prova e un picchetto ausiliario di corrente posto a distanza, e si misura la tensione con un terzo picchetto (di potenziale) posto a circa il 62% della distanza fra i due. Il dispersore va scollegato dal collettore, ed è per questo che il collettore deve essere sezionabile.

Regola pratica: il picchetto di corrente va posto a una distanza pari ad almeno 5 volte la dimensione caratteristica del dispersore, per uscire dalla sua zona di influenza. Per verificare che la misura sia valida, si sposta il picchetto di potenziale del ±10%: se il valore letto cambia poco, la misura è attendibile.

Misura dell'impedenza dell'anello di guasto

Molto più rapida, si esegue con lo strumento multifunzione da una presa, senza scollegare niente. Restituisce la somma di tutte le resistenze dell'anello, inclusa quella del dispersore del distributore: il valore è quindi cautelativo ai fini della verifica del coordinamento in TT. Nei sistemi TT domestici è la misura di fatto più usata.

Misura con pinze

Applicabile dove esistono più dispersori in parallelo collegati fra loro: una pinza inietta un segnale e l'altra ne misura la corrente. Non richiede picchetti ausiliari, ma non è utilizzabile su un dispersore unico e isolato.

Come si abbassa una terra troppo alta

  1. Allungare il dispersore orizzontale: è l'intervento con il miglior rapporto fra costo e risultato.
  2. Aggiungere picchetti distanziati fra loro almeno quanto la loro lunghezza. Due picchetti vicini non dimezzano la resistenza: la riducono del 30–40%.
  3. Andare più in profondità: sotto il primo metro la resistività è più stabile e in genere più bassa perché il terreno resta umido.
  4. Trattare il terreno attorno al dispersore con bentonite o miscele conduttive: efficace ma va rinnovato nel tempo.
  5. Sfruttare le fondazioni: se l'edificio è nuovo o in ristrutturazione profonda, collegare i ferri d'armatura è il modo più efficace di ridurre la resistenza.
  6. Ridurre la corrente differenziale dei dispositivi: è la strada opposta ma perfettamente legittima, perché il criterio è il prodotto Ra × Ia.

Quello che non funziona. Bagnare il pozzetto il giorno della misura. Il valore scende, la carta è firmata, e tre mesi dopo l'impianto è quello di prima. Le misure vanno fatte in condizioni rappresentative, e se il terreno è secco è il momento giusto per misurare, non quello sbagliato.

Ogni quanto si rimisura

Per gli impianti soggetti a verifica periodica (DPR 462/01) l'intervallo è di 2 anni per cantieri, locali medici e ambienti a maggior rischio in caso d'incendio, e di 5 anni negli altri casi. Per le abitazioni private non c'è obbligo, ma una misura in occasione di ogni intervento significativo sull'impianto è buona pratica: i dispersori invecchiano, i morsetti si ossidano, e un conduttore di terra corroso non dà nessun segnale di sé.

Domande frequenti

Quanti ohm deve avere la terra di casa?

Non c'è un valore fisso. Nei sistemi TT il criterio è Ra × Ia ≤ 50 V: con un differenziale da 30 mA il limite matematico è circa 1667 Ω, un valore che qualunque dispersore rispetta. Il valore di 20 Ω che si sente citare deriva da una prescrizione storica ed è oggi un obiettivo di buona pratica, non un obbligo generale.

Come si misura la resistenza di terra?

Con il metodo voltamperometrico a tre picchetti (o volt-amperometrico con pinze in configurazioni particolari), scollegando il dispersore dal collettore. In alternativa, negli impianti TT domestici si usa la misura dell'impedenza dell'anello di guasto, che dà un valore cautelativo comprensivo della resistenza di terra del distributore.

Cosa faccio se la resistenza è troppo alta?

Nell'ordine: aggiungere picchetti distanziati, allungare la corda interrata, portare i dispersori a maggiore profondità o in zone più umide, usare additivi conduttivi (bentonite) o, come intervento sistemico, abbassare la corrente differenziale dei dispositivi installati.

Il valore misurato cambia nel tempo?

Sì, e parecchio. Un terreno asciutto d'estate può presentare una resistività doppia o tripla rispetto allo stesso terreno bagnato. Le misure andrebbero fatte nelle condizioni più sfavorevoli, o comunque valutate con un margine.

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