Quadrista.

Sistemi TT, TN e IT: cosa cambia davvero

Due lettere che decidono tutto: come si chiude un guasto a terra, quale protezione deve intervenire e con che tempi. Una volta capito il senso delle lettere, il resto viene da sé.

Le sigle TT, TN e IT descrivono come sono messi a terra due punti: il neutro del trasformatore di alimentazione e le masse dell'impianto utilizzatore. Da questa scelta discende tutto il resto: quale corrente circola in caso di guasto, quale protezione interviene, con che tempi.

Il significato delle lettere

PosizioneLetteraSignificato
Prima
(neutro della sorgente)
TTerra: il neutro è collegato direttamente a terra
IIsolato: il neutro è isolato o collegato a terra tramite impedenza
Seconda
(masse dell'impianto)
TLe masse hanno un proprio collegamento a terra, indipendente
NLe masse sono collegate al neutro della sorgente

Sistema TT — il sistema italiano

Neutro a terra in cabina, masse a terra sull'impianto dell'utente, due dispersori distinti. È la configurazione delle forniture in bassa tensione di e-distribuzione: la stragrande maggioranza degli impianti civili e del terziario in Italia.

Circuito di guasto: fase → massa → PE → dispersore utente → TERRENO → dispersore cabina → neutro

Il terreno fa parte del circuito. La resistenza totale è nell'ordine delle decine di ohm, quindi la corrente di guasto è di pochi ampere: troppo poca per far intervenire un magnetotermico, più che sufficiente per uccidere.

La verifica del TT

Ra × Ia  ≤  50 V Ra = resistenza del dispersore + PE (Ω) Ia = corrente che fa intervenire la protezione entro i tempi (A) 50 V = tensione di contatto limite in ambiente ordinario (25 V in ambienti particolari)

Con un differenziale da 30 mA, Ia = 0,03 A, quindi la condizione diventa Ra ≤ 50 / 0,03 = 1667 Ω: praticamente sempre verificata. Con un differenziale da 300 mA il limite scende a 167 Ω; con 1 A a 50 Ω. È il motivo per cui in Italia il differenziale non è un accessorio ma il cardine della sicurezza.

Sistema TN — quello del resto d'Europa e delle cabine proprie

Neutro a terra in cabina, e masse collegate allo stesso punto attraverso un conduttore metallico. Si divide in tre varianti:

VarianteDescrizioneNote
TN-SNeutro (N) e protezione (PE) separati per tutto l'impiantoLa configurazione corretta e da preferire sempre
TN-CNeutro e protezione combinati in un unico conduttore PENAmmesso solo per sezioni ≥ 10 mm² rame; vietato a valle di un differenziale
TN-C-SPEN fino a un punto, poi separazione in N e PELa separazione non è reversibile

La verifica del TN

Zs × Ia  ≤  Uo Zs = impedenza dell'anello di guasto (Ω) Ia = corrente di intervento entro il tempo prescritto (A) Uo = tensione nominale verso terra (230 V)

Qui il guasto è di fatto un cortocircuito fase-PE, con correnti di centinaia o migliaia di ampere: il magnetotermico interviene, e in linea di principio il differenziale non è necessario per la protezione contro i contatti indiretti (resta però necessario per la protezione addizionale contro i contatti diretti sulle prese fino a 32 A).

I tempi massimi di interruzione richiesti per i circuiti terminali fino a 32 A:

Sistema230 V verso terra
TN0,4 s
TT0,2 s
Per le linee di distribuzione e i circuiti superiori a 32 A i tempi ammessi salgono (tipicamente 5 s in TN e 1 s in TT).

Il pericolo del TN-C. Nel conduttore PEN circola sia la corrente di ritorno del neutro sia la funzione di protezione. Se il PEN si interrompe, tutte le masse a valle vanno in tensione. Per questo il PEN è ammesso solo su sezioni robuste, non può essere sezionato né protetto, e non può attraversare un differenziale (renderebbe la misura priva di senso).

Sistema IT — continuità di servizio

Il neutro è isolato da terra oppure collegato tramite un'impedenza elevata. Un primo guasto a terra produce una corrente minuscola (solo capacitiva): l'impianto continua a funzionare e il guasto viene segnalato da un dispositivo di controllo permanente dell'isolamento. Il secondo guasto su un'altra fase diventa invece un cortocircuito e deve essere interrotto.

Si usa dove l'interruzione è più pericolosa del guasto: sale operatorie e locali di gruppo 2 (con trasformatore di isolamento medicale), impianti di processo in continuo, impianti di bordo. Richiede personale qualificato e un sistema di monitoraggio: non è una configurazione da scegliere per comodità.

Tabella riassuntiva

TTTN-SIT
Corrente di primo guasto a terraPochi ampereCentinaia/migliaia di AMilliampere
Protezione principale contatti indirettiDifferenzialeMagnetotermico (o differenziale)Controllo isolamento + protezione al 2° guasto
Interruzione al primo guastoNo
Serve dispersore locale?Sì, indispensabileNon per la protezione, sì per equipotenzialità
Impiego tipico in ItaliaUtenze BT da rete pubblicaImpianti con cabina propriaSale operatorie, processi critici

Il caso ibrido: impianto con cabina propria

Chi ha una propria cabina MT/BT può scegliere. La scelta tipica è il TN-S, che consente correnti di guasto elevate e tempi di intervento brevi, riduce la dipendenza dalla resistenza del dispersore e semplifica il coordinamento. Va però curata con attenzione la separazione N/PE, che deve avvenire in un unico punto (in genere il quadro generale BT), e va evitata qualsiasi ricombinazione a valle: due punti di separazione creano percorsi paralleli in cui circolano correnti vaganti, con problemi di compatibilità elettromagnetica difficili da diagnosticare.

Domande frequenti

Che sistema c'è in una casa italiana?

Quasi sempre TT: il neutro è messo a terra in cabina dal distributore, e l'utente ha un proprio impianto di terra indipendente. È il motivo per cui in Italia il differenziale è indispensabile: senza, la protezione contro i contatti indiretti non è realizzabile.

Perché nel TN si può usare il magnetotermico e nel TT no?

Nel TN il guasto a terra si richiude attraverso un conduttore metallico (il PE), quindi la corrente di guasto è alta, paragonabile a un cortocircuito, e il magnetotermico interviene. Nel TT il circuito di guasto passa attraverso il terreno, con resistenze di decine di ohm: la corrente resta di pochi ampere e il magnetotermico non parte.

Cos'è il TN-C-S?

È un sistema in cui il conduttore PEN (neutro e protezione combinati) arriva fino a un certo punto dell'impianto, dove viene separato in N e PE distinti. Da quel punto in poi il sistema è TN-S. La separazione non è mai reversibile: dopo aver separato, non si può ricombinare.

Dove si usa il sistema IT?

Dove la continuità di servizio è più importante dell'interruzione immediata: sale operatorie (locali di gruppo 2), industria di processo, impianti di bordo, alcune reti di trazione. Il primo guasto a terra non provoca interruzione ma viene segnalato da un dispositivo di controllo dell'isolamento.

Smetti di farlo a mano

La verifica del coordinamento con l'impianto di terra — e tutte le altre verifiche CEI 64-8 — in automatico, con schema unifilare, computo metrico ed export PDF.

Prova Quadrista, è gratis →

Continua a leggere